Come funziona la posta elettronica

Il sistema di posta elettronica, la posta internet tanto per capirci, è in realtà diviso in tre parti: una che si occupa della consegna dei messaggi (protocollo SMTP), una che mantiene i messaggi nella casella di posta del server e li presenta a richiesta al proprietario della casella, o mailbox, (protocolli POP3 e IMAP) e, infine, un programma sul computer dell'utente che si occupa della spedizione e della lettura della posta dalla casella di posta elettronica (client).

Per fare un'analogia con la posta ordinaria (che, contro tutte le apparenze, funziona in modo molto simile) il client di posta corrisponde (a secondo dei casi) al mittente o al destinatario: se deve spedire qualcosa, cerca una buca delle lettere (server SMTP), vi infila la corrispondenza che verrà prelevata e portata a destinazione dal sistema postale. Dal punto di vista di chi riceve, l'unica cosa da fare è controllare periodicamente la propria cassetta delle lettere (mailbox POP3 o IMAP) per vedere se vi è stato inserito qualcosa.

Esattamente come con la posta ordinaria, la corrispondenza viene smistata in base all'indirizzo: l'indirizzo di posta elettronica ha una sua particolare struttura: la forma generale è

mailbox@server.dominio

cioè, un messaggio viene salvato nella casella di posta di nome mailbox che si trova sul computer server del dominio dominio. Quindi, per inviare un messaggio a Paolino Paperino dell'Università di Genova, proprietario della mailbox paopap04 sul server mbox bisogna indirizzarlo a paopap04@mbox.unige.it.

Fortunatamente, sono previste delle semplificazioni per avere degli indirizzi più semplici; in particolare:


  • ogni dominio possiede un server predefinito (nel nostro caso, mbox.unige.it) per cui il nome del computer può essere omesso (quindi, nel nostro caso paopap04@unige.it). Ovviamente, questo funziona solo se il destinatario ha effettivamente la casella di posta elettronica sul server predefinito: qualcuno potrebbe usare altri server o, addirittura, la propria macchina.
  • è possibile impostare degli alias, ovvero dei nomi alternativi per la stessa mailbox: ad esempio Paolino.Paperino per paopap (attenzione che, per gli indirizzi, non c'è nessuna differenza tra l'uso delle maiuscole o delle minuscole). In questo modo, diventa sicuramente più semplice ricordare un indirizzo (che diventa Paolino.Paperino@unige.it). Un altro uso degli alias è quello di creare degli indirizzi "impersonali": se Paperino è anche presidente del club Amici dell'Amaca, potrebbe riceve anche la posta indirizzata a presidente@AmiciDellAmaca.it sulla propria mailbox.
  • si può fare in modo che la posta indirizzata a una certa mailbox venga automaticamente inoltrata ad un altra mailbox (forward), unificando così diversi indirizzi. Se, ad esempio, il nostro Paolino Paperino possiede anche una mailbox U34PP sul server mbox2.csita.unige.it potrebbe impostarla in modo che la posta indirizzata a Paolino.Paperino@unige.it venga reinviata a U34PP@mbox2.csita.unige.it.

Esistono anche altre possibilità, come il vacancy (una specie di segreteria telefonica), le liste di posta, i risponditori automatici, ecc...; tutto dipende dal tipo di server utilizzato.